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ll triathlon Camp del 5 e 6 ottobre organizzato dal comitato pugliese si è svolto nel territorio di Nardò tra Galatone, S. Maria al Bagno e S. Isidoro. I lavori hanno avuto inzio come da programma nella giornata di venerdì 5.10 alle ore 11:30 presso la piscina Adriatika di Galatone. 

I lavori sono stati diretti dal best coach Andrea Gabba che sin da subito a bordo vasca nel briefing di inizio attività, ha dato parola ad ogni partecipante al camp per comprenderne le aspettative, il livello tecnico e per trovare le giuste sinergie per un lavoro intenso e proficuo che vedrà coinvolti tutti i partecipanti.

Successivamente alle presentazioni di inizio, il cambio di ritmo ha visto subito protagonisti gli ausili tecnici per il miglioramento della tecnica di nuotata dando enfasi alla forza. Palette, pinne, pull buoy, tavolette, zavorre (secchi, maglie, ....) , snorkel frontale, ... hanno reso vario ed interessante il programma di allenamento in acqua.

In acqua sono stati svolti diversi lavori. Con l’assitenza tecnica degli input correttivi di Antonello Mastrofilippo a bordo vasca e con le riprese subaquee per la videoanalisi con Beppe Carella nella fase di riscaldamento sono stati praticati i quattro stili dando risalto al crawl. Sin da subito il gruppo degli age group partecipante si è dimostrato eterogeneo, le video riprese sono state utilissime per apprezzare i punti di forza e di miglioramento di ognuno.

Nel primo pomeriggio, il gruppo si è recato presso la frazione sul mare di S. Maria al bagno, per gustare un pasto leggero e nello stesso contesto, con i tre tecnici presenti, sono stati intavolati argomenti riguardanti la triplice disciplina in modo del tutto informale che hanno suscitato molto interesse da parte degli interessati.

Nel tardo pomeriggio nella stessa località marittima di S. Maria al bagno, l’acquario del salento ha messo a disposizione una spaziosa e fresca aula didattica multimediale che ha permesso di discutere su diversi aspetti teorici riguardanti ciò che è stato fatto in piscina, sulla metodologia d’allenamento, sulla valenza delle capacità condizionali nel triathlon visto come unica disciplina, sui modelli teorici di alimentazione ed integrazione sportiva, sui modelli di forza, sulle strategie di gara,... rispondendo a pieno alle domande, esigenze e curiosità degli atleti.

In serata una attività di running di gruppo interrotta da una pioggia fastidiosa, ha concluso la giornata di lavoro in modo sereno e senza sovraccarichi funzionali in vista della gara di domenica.

Il meteo sfavorevole della mattina del 6.10 ha creato un prevedibile cambio di programma, l’acquario del salento di S. Maria al bagno ha nuovamente messo a disposizione l’aula multimediale. Dopo aver risposto ad una serie di quesiti tecnici da perte degli atleti, si è discusso sulle modalità di conduzione della bicicletta, discutendo sui fondamentali come il surplace, slalom gigante, slalom speciale, tecnica di discesa in corsa e risalita (ciclocross), fuorisella laterale e posteriore, modulazione di frenata con entrambi i freni o singolarmente, ... 
Con le videoriprese registrate in acqua, si è subito passati al “video analysis” con tecniche di rallenty e con lo studio degli angoli dei segmenti corporei, sul piano sagittale, frontale, dall’alto, dal basso facendo apprezzare agli atleti le differenze della tecnica percepita che spesso differisce da quella rivista in video, stimolando il grande senso di autofeedback, molto utile ed efficace con atleti master.
In conclusione della lavoro svolto in mattinata, si è discusso dell’importanza della continuità dell’allenamento svolto in inverno che per la frazione bike è spesso trascurato dagli age group. L’utilizzo del power meter, di un rullo e di allenamenti svolti in realtà virtuale possono sopperire egregiamente a problemi legati alla sicurezza e/o a condizioni meteo avverse. Lo studio e la visione del virtual trainig come Zwift ha suscitato un forte entusiasmo da parte dei partecipanti che grazie alla loro curiosità ha permesso di sviscerare tutte le potenzialità di uno strumento di allenamento, simile a quello di un videogame che permette di trovare stimoli e motivazioni nel periodo in cui saltano allenamenti per ragioni legate alla sicurezza e al meteo.

camp 3

Sempre a S. Maria al bagno si è consumato il pasto di metà giornata nella stessa location del giorno precedente, continuando così a discutere sulle varie metodologie dell’allenamento e dell’importanza del recupero che spesso è visto in secondo piano da parte dell’atleta.

Nel pomeriggio, le condizioni meteo erano ancora sfavorevoli, pioveva molto e per dare seguito ai lavori, è stata raggiunta la location dove il giorno successivo si svolgerà la gara di triathlon sprint, presso S. Isidoro. Parcheggiate le auto in quella che sarebbe stata la transition area, si è andato a perlustrare lo specchio d’acqua dove si disputerà la frazione di nuoto e poi successivamente in auto a percorrere i 20 km della frazione bike. Al termine della perlustrazione, ogni atleta ha preso coscienza dei punti critici lungo il percorso.  

Tornati a S. Maria al bagno, grazie alla ospitalità del Piccadilly hotel, si è fatto un briefing all’interno della struttura, dove ogni atleta ha visualizzato la sua ipotetica gara con tattica d’azione. Il tutto è stato coordinato dal best coach, trovando diversi punti in comune per approcciare la frazione di nuoto e di ciclismo nel modo più proficuo.

Al termine dei lavori, il meteo ha concesso un po’ di tregua, giusto un’ora per apprendere uno dei fondamentali più importanti come la discesa dalla bici in corsa ed altre abilità di carattere propriocettivo che evitavano carichi importanti a poche ore dalla gara.

camp 2

Nel giorno di gara, la presenza di Gabba e dei suoi tecnici assistenti, ha fatto si che gli atleti partecipanti al camp, si sentissero tranquillizzati e pronti per disputare una performance all’insegna del divertimento e di un risultato di qualità che per qualcuno è stato di granlunga inaspettato.